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7 giochi da tavolo per adulti da portare a una serata

In breve. Sceglierei Just One per un gruppo misto: si gioca insieme e bastano pochi minuti per capire le regole. Per una sfida più ragionata in due, preferisco Azul.

Just One
Foto: Harrison Keely · Just One party game box, rules, cards, and pieces 01.jpg · CC BY 4.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

Prima di scegliere una scatola, io guarderei chi si siederà al tavolo. Due persone che vogliono ragionare in pace hanno poco in comune con sette amici che parlano tutti insieme. Anche il tempo conta: una partita da venti minuti può salvare una serata; una da due ore può rovinarla, se nessuno aveva voglia di farla.

Qui trovi sette giochi da tavolo per adulti con ritmi diversi. Non serve cercare per forza una confezione con scritto «per adulti». Un buon gioco può avere regole adatte anche ai bambini e lasciare comunque molto spazio alle scelte dei grandi.

Quale gioco portare? Parti da questo confronto

Una scelta per ogni tipo di serata
Se cerchi…Guarderei…
Un gioco in cui aiutarsiJust One
Immagini e associazioni libereDixit
Una sfida di parole a squadreNome in Codice
Strategia anche in dueAzul
Una partita rapidaDobble
Abilità con le maniJenga
Bluff e ruoli nascostiBANG!

01. Just One: la scelta più semplice per un gruppo misto

Foto: Harrison Keely · Just One party game box, rules, cards, and pieces 01.jpg · CC BY 4.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

Una persona deve scoprire una parola. Gli altri scrivono un indizio ciascuno, senza consultarsi. Gli indizi uguali si cancellano: il termine più ovvio può essere proprio quello che non vedrà mai chi deve indovinare.

È questo il motivo per cui lo sceglierei quando gli amici non si conoscono bene. Non serve battere qualcuno, né difendere una risposta a voce alta. Si cerca un buon risultato comune. La scheda di Just One indica da 3 a 7 giocatori e circa 20 minuti.

Il limite è la lingua. Chi conosce meno parole può trovarsi in difficoltà; conviene scegliere termini familiari a tutti. E se il gruppo ama scontri diretti e rivincite, questa calma cooperativa può lasciare un po’ freddi.

02. Dixit: per chi pensa per immagini

Foto: yoppy · Dixit game 0001.jpg · CC BY 2.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

In Dixit una carta illustrata diventa il punto di partenza per un indizio. Gli altri propongono immagini che potrebbero combaciare, poi cercano quella del narratore. L’indizio deve lasciare spazio al dubbio: essere troppo chiari non aiuta.

Lo vedo bene con chi ama raccontare, associare idee o discutere sul senso di un’immagine. La versione attuale indicata da Asmodee va da 3 a 8 giocatori, per circa mezz’ora. Le edizioni più vecchie possono avere dotazioni e limiti diversi: controlla la scatola che stai comprando.

Non lo sceglierei per chi vuole sempre una soluzione precisa. Qui una risposta può sembrare perfetta a te e assurda a un amico. È il centro del gioco, ma deve piacere. La foto mostra un’edizione precedente.

03. Nome in Codice: poche parole, parecchi dubbi

Foto: JIP · Codenames board game.jpg · CC BY-SA 3.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

Due squadre guardano una griglia di parole. Chi dà gli indizi conosce le carte da far trovare e deve suggerire un collegamento con una parola e un numero. Gli altri discutono: il rischio è vedere un legame che il compagno non aveva affatto in mente.

Sceglierei Nome in Codice con un gruppo che trova piacere anche nel ragionare ad alta voce. Per una serata a squadre partirei da almeno quattro persone. In tanti si può parlare parecchio, ma cresce il rischio che decidano sempre gli stessi.

Il difetto più facile da notare è l’attesa mentre il caposquadra cerca un indizio. In una discussione tra giocatori torna proprio il tema dei tempi morti. Non è un difetto per tutti: basta non aspettarsi un gioco di riflessi. La foto ritrae l’edizione inglese.

04. Azul: la mia scelta per due persone

Foto: Honza F. · A game of Azul in progress.jpg · CC0. Ridimensionamento e conversione WebP.

In Azul si scelgono tessere colorate e si cerca di completare la propria parete. Le tessere avanzate possono costare punti. Una scelta comoda adesso può lasciarti senza spazio poco dopo.

Lo preferirei per una sfida tranquilla ma attenta. Da 2 a 4 persone, in circa 30 o 45 minuti, offre qualcosa da valutare a ogni turno senza chiedere di leggere molte carte. In due diventa più facile seguire ciò che serve all’altro.

Non lo porterei a un tavolo di sette amici: quattro è il limite, non un consiglio. E i bei colori non devono trarre in inganno. Se il tuo avversario prende proprio le tessere di cui avevi bisogno, la partita può diventare meno gentile di quanto sembri.

05. Dobble: quando hai solo un quarto d’ora

Foto: Dan Hughes · Playing Dobble.jpg · CC BY-SA 2.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

Tra due carte c’è un simbolo in comune. Trovalo prima degli altri. Dobble cambia le regole tra cinque piccoli giochi, ma tiene al centro la stessa ricerca visiva. La versione classica è indicata per 2 a 8 giocatori, con una durata di circa 15 minuti.

È quello che metterei in borsa se non sapessi quanto tempo avremo. Non occorre ricordare una storia o preparare un tabellone. Puoi usarlo per rompere il ghiaccio prima di cena, senza impegnare tutta la serata.

La rapidità, però, pesa molto. Chi vede il simbolo per ultimo a ogni turno può stancarsi presto. Valuta bene se il gruppo ama questo tipo di pressione, soprattutto quando ci sono persone con esigenze visive diverse.

06. Jenga: la tensione passa dalle mani

Foto: 3steph14 · Jenga 2.jpg · CC BY-SA 4.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

La torre cresce mentre la sua base perde pezzi. In Jenga si sfila un blocco e lo si mette in cima, cercando di non far crollare tutto. Le regole ufficiali spiegano anche il vincolo di usare una sola mano.

Lo sceglierei quando nessuno vuole imparare carte, punti o poteri. Bastano una superficie stabile e lo spazio per la torre. Anche chi aspetta il proprio turno può seguire subito cosa sta accadendo.

È una scelta meno adatta se il tavolo traballa o se l’abilità manuale crea uno svantaggio frustrante. E serve accettare il rumore dei pezzi che cadono. Meglio liberare il tavolo da bicchieri e oggetti fragili prima di iniziare.

07. BANG!: per chi ama sospettare degli amici

Foto: Al Pavangkanan from Van Nuys, USA · Partida de Bang!.jpg · CC BY 2.0. Ridimensionamento e conversione WebP.

BANG! porta al tavolo ruoli nascosti, carte e alleanze difficili da leggere. Il gioco base è pensato per 4 a 7 persone. Lo sceriffo è riconoscibile; gli altri devono capire di chi fidarsi e quando esporsi.

Lo porterei a un gruppo che ama il bluff e accetta un po’ di caos. Una mossa può essere utile, sospetta oppure entrambe le cose. Il piacere sta anche nel provare a capire perché qualcuno ti sta aiutando.

Qui il limite conta: si può essere eliminati prima della fine. Chi esce può dover aspettare gli altri. Per una serata in cui tutti vogliono restare sempre coinvolti, sceglierei Just One. Per le prime partite, leggete insieme le carte e lasciate tempo alle domande.

Prima di comprare: conta le sedie e guarda l’orologio

Il numero massimo sulla scatola non dice quanto tempo avrà ogni persona per giocare. In un gruppo grande io darei più peso al coinvolgimento che alla durata nominale. Se siete in due, invece, sceglierei un titolo pensato per funzionare davvero con due giocatori.

Controlla anche lingua, edizione e contenuto. Una scatola che sembra un affare può essere un’espansione e richiedere il gioco base. Per una sfida sulla mappa ferroviaria trovi la guida a Ticket to Ride Europa, con le differenze da capire prima dell’acquisto.

Se il gruppo preferisce alzarsi dal tavolo, puoi cambiare programma: una escape room a Roma sposta gli enigmi in una stanza vera. Se invece la serata prende una piega musicale, leggi cosa serve per usare Canta Tu karaoke. La scelta giusta è quella che lascia a tutti voglia di partecipare.