27 febbraio
I NOMI CHE LA LEGGE VIETA AI GENITORI DI SCEGLIERE

I NOMI CHE LA LEGGE VIETA AI GENITORI DI SCEGLIERE
27 febbraio 2017

Quando si scopre di aspettare un bambino, la prima cosa che fa qualsiasi futuro genitore è cercare il nome perfetto. Una scelta libera, è vero. Ma attenzione perché ci sono alcune norme di legge che intervengono per quanto attiene ai nomi stranieri oppure quelli considerati “ridicoli”, colpevoli di svilire la dignità del soggetto. Con riferimento ai nomi stranieri la legge stabilisce che gli stessi devono essere espressi utilizzando le lettere dell’alfabeto italiano, incluse le J, K, X, Y, W. All’ufficiale dell’anagrafe spetta poi l’ultima parola, dovendo decidere se trascrivere o meno il nome a seconda se sia accettabile o no. 

Vietati nomi ridicoli e quelli identici ai genitori

Certo è difficile comprendere cosa la legge intenda per “ridicolo”, non offre esempi. Tuttavia bisogna considerare “ridicoli” tutti quei nomi che rimandano a handicap fisici, oppure a  ingiurie, sfortuna, o che potrebbero recare vergogna al bambino. Vietati anche i nomi di personaggi tratti dalla storia, soprattutto se caratterizzati da connotazione negativa, quali Adolf Hitler, Bin Laden, oppure personaggi della letteratura con le stesse caratteristiche, come Dracula, Vodemort di Harry Potter. La legge italiana vieta inoltre di scegliere per i figli lo stesso nome di uno dei genitori, se ancora in vita, oppure di accoppiarvi la parola Junior. Ammessi in vece i doppi nomi. 

Non è consentito scegliere per un maschio un nome da femminuccia e viceversa. Ma la legge consente invece di utilizzare il nome Maria come secondo nome anche per i maschi. Controversa invece la questione riferita al nome Andrea. Una sentenza della Corte di Cassazione del 2012 ha stabilito che è possibile utilizzare tale nome anche per le femmine, allineandosi alla consuetudine propria di molti Paesi in cui il nome Andrea è utilizzato per entrambi i sessi.



Commenti