27 novembre
Mantova, parla il sindaco indagato per favori sessuali: Devastata la mia vita privata, è gioco al massacro

Mantova, parla il sindaco indagato per favori sessuali: Devastata la mia vita privata, è gioco al massacro
27 novembre 2017

Mantova, parla il sindaco indagato per favori sessuali: “Devastata la mia vita privata, è gioco al massacro”
Mattia Palazzi sarà ascoltato in procura martedì. La sua difesa: “Sono innocente, illecito rendere pubblici gli atti di indagine”

Martedì l’interrogatorio. Il reato si configurerebbe nei confronti della vicepresidente di un’associazione culturale destinataria di fondi pubblici. L’indagato: “Nessun rapporto sessuale, nessuna richiesta in tal senso, nessuno scambio di favori e nessun abuso del mio ruolo di sindaco. Né con questa donna né mai”

Un anno di messaggi con richieste sessuali e pressioni. Dal novembre dell’anno scorso a qualche giorno fa. Per questo il sindaco di Mantonva, Mattia Palazzi (Pd), dovrà presentarsi martedì davanti ai pm.

La procura gli contesta la tentata concussione sessuale continuata nei confronti della vicepresidente di un’associazione culturale destinataria di fondi pubblici. Secondo quanto riportano il Corriere della Sera e La Repubblica il 39enne primo cittadino, che nega tutto, avrebbe spedito alla vittima anche una sua foto nudo.

Nei testi dei messaggi frasi del tipo: “Staresti bene messa a … sei una birichina”, “Ricordati che le cose non vanno avanti senza il benestare del sindaco, attieniti alle regole”. “Vieni qui che ti…”.

L’indagato sarà sentito dal sostituto procuratore Donatella Pianezzi e dal procuratore capo Manuela Fasolato. Dovrà chiarire il tenore di quei messaggi che secondo indiscrezioni, sarebbero circolati su Facebook e sui telefonini fino ad arrivare nelle mani di qualcuno, per ora anonimo, che ha intravisto nel contenuto un reato e ha informato i carabinieri. Anche perché l’unica a conoscere il contenuto dei messaggi sarebbe stata la presidente dell’associazione, indicata in un primo momento come l’oggetto del desiderio di Palazzi, che aveva smentito.

 



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