19 novembre
“I FARMACI OMEOPATICI NON FUNZIONANO”: IN AMERICA ORA E’ OBBLIGATORIO SCRIVERLO SULLE ETICHETTE

“I FARMACI OMEOPATICI NON FUNZIONANO”: IN AMERICA ORA E’ OBBLIGATORIO SCRIVERLO SULLE ETICHETTE
19 novembre 2016

Negli Stati Uniti, d’ora in poi, chi andrà in farmacia a comprare qualsiasi prodotto realizzato con i principi base dell’omeopatia, pomate, pillole o tutto quanto fa medical-free, troverà scritta l’avvertenza: “Non ci sono prove di efficacia” a garanzia del loro utilizzo. Lo ha deciso l’agenzia americana di tutela del consumatore, cioè la Federal Trade Commission. Che ha diffuso una circolare sui farmaci non sono prescritti dal medico, ovvero quelli di “autodiagnosi”, sottolineando che «per la maggior parte dei farmaci omeopatici le prove di efficacia si basano solo su teorie tradizionali e che non ci sono studi convalidati dal metodo scientifico tradizionale. “Pertanto le affermazioni per questi prodotti spesso possono confondere”.

L’omeopatia, infatti, nata più di tre secoli fa, si basa su teorie che non sono mai state accettate nella loro globalità dal mondo scientifico. Il corretto posizionamento nel mercato, secondo l’Ftc, è informare il consumatore che “il prodotto funziona e che le affermazioni sull’efficacia si basano solo su teorie del 1700 che non sono state accettate dalla maggior parte degli esperti moderni”.
La decisione è rivolta a prodotti autorizzati dalla Food and drug administration (Fda) che, con alcune limitazioni, permette la commercializzazione di medicinali omeopatici senza richiedere lo stesso tipo di evidenze di quelli allopatici. Recentemente era stato lo stesso ente, senza l’intervento del governo americano, a far ritirare immediatamente dal mercato compresse e gel omeopatici, venduti per alleviare il mal di denti, che potevano mettere  a rischio la salute dei bambini.
In Italia, secondo i dati Istat, i consumatori di prodotti omeopatici rappresentano poco più del 4% della popolazione, anche se l’associazione delle imprese del settore parla di numeri ben più alti e di una quota che si aggira intorno al 20%.



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