26 agosto
BRUNO VESPA E IL FLOP DELLA TV DEL DOLORE

BRUNO VESPA E IL FLOP DELLA TV DEL DOLORE
26 agosto 2016

Enfatizzare il numero delle vittime e evidenziare che tra di loro ci sono moltissimi bambini: è stato questo il messaggio principale lanciato dalla seconda puntata speciale di ‘Porta a Porta’ di Bruno Vespa, nella quale il conduttore ha affrontato il tema dell’emergenza terremoto.BRUNO VESPA E IL FLOP DELLA TV DEL DOLORE

‘Il cuore dell’Italia con loro’ intitolava la trasmissione ma, la conta dei morti di Bruno Vespa non è piaciuta per niente ai telespettatori italiani che hanno deciso di ‘punire’ il giornalista non guardando la sua trasmissione.

C’è stato un netto calo rispetto alla prima puntata: 2 milioni netti di telespettatori contro i 3 milioni della seconda puntata. Lo share passa da 17,8% al 12,8%, facendo registrare un calo di 5 punti percentuali.
LA CRITICA DI BEPPE GRILLO «Vespa, Del Rio e i terremoti che ‘creano lavoro…’». Lo scrive Beppe Grillo in un tweet che rimanda ad un post sul suo blog firmato da Dario De Falco, il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle a Pomigliano d’Arco. «Non volevo crederci quando ieri sera mi hanno invitato a guardare questo video. Ma purtroppo ho dovuto constatare con i miei occhi che, l’altra sera a Porta a Porta, il terremoto sia diventato il volano dell’economia», scrive l’esponente del M5S che riporta alcuni virgolettati della trasmissione.AAAA_26114730

«Bruno Vespa: ‘Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe farè; Graziano Del Rio: ‘Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà Pil’; Bruno Vespa: ‘Darà lavoro ad un sacco di gentè».

«Menomale che in studio, Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, ha detto che, con i soldi impiegati per riparare i danni dei terremoti, avremmo potuto mettere in sicurezza la stragrande maggioranza dei fabbricati che hanno dei problemi. Allora, forse, avremmo potuto evitare anche le stragi di tanti innocenti. E questo viene prima di qualsiasi economia perché la vita umana ha un valore inestimabile. Non ce lo dimentichiamo», conclude De Falco.



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