Il bimbo fotografato in auto con due adulti in overdose

di solobuonumore

Il bimbo fotografato in auto con due adulti in overdose

| Wednesday 14 September 2016 - 18:30
Il bimbo fotografato in auto con due adulti in overdose

Il bimbo fotografato in auto con due adulti in overdoseAndrà a vivere con una prozia e il marito in South Carolina il bimbo di quattro anni che viaggiava a bordo di un’auto guidata da una coppia di adulti che aveva assunto eroina.

Le foto del piccolo scattate da un agente della polizia di East Liverpool, in Ohio, hanno fatto molto discutere. 

La polizia aveva fermato l’auto su cui viaggiava il bambino e si era accorta che sia l’uomo alla guida, il quarantasettenne James Acord, che la donna al suo fianco, la cinquantenne Rhonda Pasek, nonna del piccolo, erano in overdose. La donna in particolare era già priva di sensi quando gli agenti si sono avvicinati all’auto, l’uomo invece è svenuto poco dopo. “Sappiamo che qualcuno potrebbe sentirsi offeso da queste immagini – aveva scritto la polizia su Facebook decidendo di pubblicare quelle fotografie – e ci dispiace, ma è tempo che la gente veda quello di cui ci occupiamo quotidianamente”.
La decisione della polizia di pubblicare le foto choc – I commenti in rete si sono divisi riguardo la decisione della polizia di mostrare quelle foto. Qualcuno ha detto che il bambino andava tutelato: tra questi anche la sorella di Rhonda Pasek, che ha detto che quelle foto hanno imbarazzato molto la sua famiglia. “La città di East Liverpool ha umiliato la mia famiglia e ha umiliato quel bambino”, ha detto ai media americani affermando che gli agenti avrebbero potuto nascondere il volto del piccolo ma non l’hanno fatto. Ma in realtà proprio quel bambino è stato la molla che ha fatto scattare la decisione da parte della pubblica amministrazione locale di mostrare le foto. “Abbiamo pensato fosse necessario mostrare l’altra faccia di questa droga. Ci siamo sentiti in dovere di essere la voce di questo bambino.

 Lui non può parlare per se stesso ma speriamo che la sua storia possa convincere chi si droga a pensarci due volte prima di iniettarsi questo veleno quando ha la responsabilità di un bambino”, si legge su Facebook.


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